Glossario organario
| Armonica (frequenza) | Suono che in ogni strumento musicale si forma simultaneamente alla nota fondamentale, meno intenso ma abbastanza udibile per definirne il timbro (cioè il colore sonoro, la qualità che ci fa riconoscere lo strumento che ha prodotto una nota pur non avendolo visto). In una nota musicale sono sempre presenti più armoniche: la stessa nota all'ottava superiore, a due, tre ottave superiori e anche più. Ma anche note diverse (ad esempio, in una nota di DO si sentono anche uno o più SOL). Il nostro orecchio non è generalmente in grado di selezionarle una ad una, ma riesce a percepire il risultato dell'insieme sotto forma di timbro. |
| Accessori | Negli organi più grandi, vi sono in genere alcuni dispositivi che arricchiscono le possibilità coloristiche o interpretative dello strumento. Possiamo distinguere gli accessori in due grandi gruppi: - accessori funzionali (cioè quelli che aiutano l'organista nell'inserimento/disinserimento dei registri o nell'unione fra tasti e tastiere); - accessori acustici (cioè quelli che di per sè producono effetti sonori particolari, spesso imitanti strumenti ritmici della banda musicale come il rollante, il triangolo, la grancassa o i piatti, ovvero il canto di uccelli o il suono di un carillon). Gli accessori sono realizzati con dispositivi e sistemi diversi a seconda della tipologia trasmissiva dell'organo, in base alla quale vengono azionati dall'organista. Fra gli accessori funzionali, a titolo di esempio, indico il "Tiratutti" o "Ripieno"; la "Terza mano" e le "Combinazioni". |
| Carillon o campanelli | Si tratta di un accessorio acustico presente negli organi antichi più ricchi, costituito da una serie di campanelli a cupola in bronzo, che vengono percossi da martelletti azionati dai tasti. In genere la loro estensione non supera le tre ottave e corrispondono alla parte medio-acuta della tastiera. |
| Canne | Costituiscono il vero e proprio strumento musicale dell'organo. Sono formate da tubi sonori di varie forme, dimensioni e materiali. Emettono un'unica nota quando al loro interno viene immessa aria compressa a bassa pressione. Le canne metalliche sono generalmente di forma cilindrica e sono costruite in lega di stagno e piombo. Quelle di legno sono di forma di lunghi parallelepipedi, generalmente in abete (ma anche in essenze più preziose). Dal punto di vista strutturale, si distinguono in Canne labiali (o "ad anima") e Canne ad ancia. Le canne labiali possono essere aperte o tappate alla sommità. I rapporti fra le dimensioni (diametro / lunghezza) ed alcune caratteristiche particolari determinano la qualità timbrica del suono prodotto dalle canne, mentre la nota prodotta e la sua frequenza viene determinata essenzialmente dalla lunghezza del corpo della canna. Raffrontando le canne di due ottave vicine (ad esempio il Do2 ed il Do3), si nota che la lunghezza della più grave è il doppio della più acuta. Tutte le note intermedie hanno misure decrescenti a scala progressiva. Nelle canne ad ancia, il suono è prodotto da una lamella elastica che entra in vibrazione sotto la pressione dell'aria, generando interruzioni successive, tanto rapide da trasformarsi in suono. Una tuba di lunghezza adeguata, posta sopra la lamella vibratile, entra in risonanza modificando il timbro della nota "grezza" prodotta dall'ancia. |
| Cassa espressiva | Dispositivo che consente di dare al suono dell'organo quell'effetto di piano-forte altrimenti non ottenibile. E' costituito da una grande cassa in legno che racchiude un intero corpo d'organo, apribile per mezzo di una serie di pannelli girevoli "a farfalla" (la cosiddetta griglia espressiva). L'organista ha a disposizione un comando (di solito a pedale) che gli consente di aprire o chiudere a piacimento i pannelli durante l'esecuzione. |
| Combinazioni | Sono costituite da dispositivi che consentono di inserire o disinserire registri, accessori o unioni fra tastiere ecc. in modo rapido e coordinato, mediante l'inserimento di un unico comando a disposizione dell'organista. Negli organi meccanici le possibilità di combinazioni sono limitate; in quelli a trasmissione elettrica sono molto più articolate ed ampie, coadiuvate anche da sistemi di "memoria" che rende possibile, ad esempio, la predisposizione preventiva di tutte le registrazioni necessarie per un concerto, rendendo l'organista libero dalla necessità di avere accanto a sè un "registrante". |
| Consolle | La consolle è la parte dell'organo alla portata dell'organista, che contiene tutti i comandi per l'uso dello strumento. Negli organi a trasmissione meccanica la consolle fa parte del corpo d'organo ed è rivolta verso la cassa; negli organi a trasmissione pneumatica ed elettrica è normalmente staccata e forma un mobile a sè. Vi sono consolles distanti molti metri dai corpi d'organo, che creano non poche difficoltà agli organisti, a causa del tempo di ritardo del suono prodotto che, per la lenta velocità di propagazione del suono nell'aria, giunge al loro orecchio una frazione di secondo dopo che il tasto è stato premuto. |
| Crivello | Il crivello è un sottile piano di legno o cartone con tanti fori attraverso cui passano i piedi delle canne, e serve a mantenere le stesse in posizione verticale. Il crivello è un manufatto molto importante, non solo per la funzione di semplice sostegno: spesso ha una funzione acustica, coadiuvando all'amalgama dei suoni e, talora, amplificando i suoni delle canne vicine (spesso a questo scopo affiancate ad intervalli consonanti di terza o di quinta). Nel restauro degli organi antichi spesso risulta di fondamentale importanza l'analisi delle iscrizioni e delle misure spesso in esso riportate, laddove sia necessario procedere alla ricostruzione di parte delle canne o di interi registri non più presenti. |
| Diapason corista | Comunemente indica la frequenza di riferimento sulla base della quale è accordato tutto l'organo. Su tale valore viene accordato il LA della seconda ottava di un registro di 8 piedi e, da questo, tutto il resto dello strumento. Il diapason corista adottato dai diversi organari nel corso della storia presentava valori diversi, oscillando fra i 415 e i 450 Hertz (numero di vibrazioni al secondo), a seconda del costruttore e del periodo, non essendovi uno standard condiviso. Fu soltanto in occasione del congresso di Vienna del 1885 che fu stabilito uno standard europeo di 435 Htz, poi portato a 440 Htz nel congresso di Londra del 1939. |
| Elettroventilatore | E' un dispositivo elettrico dotato di motore che serve a produrre l'aria di alimentazione necessaria al funzionamento dell'organo. L'elettroventilatore, fornito di un sistema di autoregolazione che garantisce fluidità, silenziosità, e stabilità di erogazione, viene applicato all'entrata dei mantici e li gonfia, tenendoli in costante pressione, in funzione dell'aria che viene richiesta dall'organista durante l'esecuzione. L'applicazione di un elettroventilatore, oltre a garantire una pressione d'aria assolutamente costante e pulita, libera l'organista dall'obbligo di avere sempre con sè un aiutante, detto "tiramantici", incaricato dell'azionamento manuale dei mantici mediante corde o stanghe, come si usava in antico. |
| Facciata | Con il termine di facciata si intende la serie di canne che occupano il prospetto dell'organo, visibili dall'esterno. La facciata costituisce un elemento molto importante dell'organo, non soltanto per ragioni estetiche. Essa qualifica e contraddistingue il suo autore, tanto che studiosi ed esperti spesso riescono ad identificare l'autore di un organo antico a colpo d'occhio, osservando la sola facciata. La facciata degli organi italiani antichi è formata solitamente da un numero dispari di canne (da un minimo di 15 ad un massimo di 25, 27 canne, quasi sempre in numero dispari per ragioni di simmetricità), spesso appartenenti al registro del Principale. In molti strumenti poi si trova, dinnanzi alle canne ad anima del Principale, un registro di canne piccole, spesso ad ancia come i famosi "Tromboncini" che caratterizzano gli organi della scuola organaria veneta. Molte sono le disposizioni della sequenza di canne di facciata: raramente le canne sono disposte ad ala (degradanti da sinistra a destra), quasi sempre formano una cuspide, dotata o meno di "ali" laterali; a volte la facciata è suddivisa in tre cuspidi, la maggiore delle quali più grande delle altre due, separate o meno da paraste della cassa. In organi particolarmente grandi sono poi presenti le cosiddette facciate "morte", le cui canne hanno soltanto funzione estetica non essendo collegate allo strumento. A partire dai primi anni del novecento, con la scomparsa delle casse esterne, le facciate si sono notevolmente ingrandite ed allargate, avendo funzione di copertura visiva del restrostante corpo d'organo (facciate in stile ceciliano); nel contempo le loro disposizioni si sono arricchite di molte forme fantasiose, fino ad arrivare perfino al paradosso di serie di canne tutte uguali di lunghezza, evidentemente non funzionanti ma soltanto scenografiche. |
| Grancassa | E' un accessorio acustico presente in organi di una certa dimensione: consiste in un vero tamburo in pelle, collocato all'interno dell'organo che viene percosso da un mazzolo imperniato in coda e comandato da uno dei pedali della pedaliera o da un pedaletto sulla consolle. Normalmente viene abbinato ad altri accessori come il piatto, il triangolo o il sistro, in modo che ne risulti un colpo d'insieme, adatto a rinforzare un effetto di tipo bandistico. |
| Mantici | Sono i polmoni dell'organo, ed hanno la doppia funzione di contenere la riserva d'aria compressa necessaria al funzionamento dell'organo e di conferire alla stessa una pressione adeguata e costante. Negli organi antichi i mantici sono multipli (in genere due, ma anche molti di più negli strumenti di grandi dimensioni), in modo da consentire al tiramantici di poter ricaricare alternativamente uno mentre l'altro fornisce aria all'organo. Negli organi pneumatici, oltre ai mantici principali destinati a far suonare le canne, vi sono uno o più mantici di servizio, necessari per il funzionamento del sistema di trasmissione pneumatica. I mantici sono in genere costruiti in legno e pelle, disposti in modo da formare una camera stagna ad assetto e capacità variabile, mediante il sollevamento della tavola superiore (la coperta). Il peso della coperta e della zavorra determina all'interno una pressione dell'aria superiore a quella atmosferica, che viene convogliata fino alle canne. I mantici possono avere forme e sistemi costruttivi diversi. Anticamente era molto diffuso il mantice a cuneo, con la caratteristica forma data dall'imperniatura su uno dei due lati minori e che si solleva dalla parte opposta formando, appunto, un cuneo; poi vi sono i mantici a lanterna, nei quali la tavola superiore si solleva in piano; oppure i più recenti mantici a tavola flottante, di costruzione semplice ma adatti soltanto all'alimentazione elettrica. |
| Meccanica dei registri | Sistema finalizzato all'azionamento dei registri dalla consolle ai relativi dispositivi di apertura e chiusura degli ingressi di aria alle diverse file di canne dell'organo. Negli organi antichi si tratta di un sistema totalmente meccanico, che si avvale di leve, catenacci e tiranti di vario genere, costruiti in ferro e molto robusti per la possibile resistenza delle lunghe parti mobili (Stecche o Pettini). La parte accessibile all'organista sta in consolle ed è rappresentata da pomelli ad estrazione o da leve, semplici o ad incastro, ciascuno accoppiato ad un cartellino che reca il nome del registro. Negli strumenti elettrici o pneumatici il comando è costituito da una placchetta a bilanciere, posta in genere sopra le tastiere, e la meccanica è costituita da un insieme di tubi in piombo (nella pneumatica) e piccoli manticetti, ovvero da relais e solenoidi (nell'elettrica) che trasmettono il movimento ai dispositivi di apertura. |
| Organaro | Qualifica professionale di chi costruisce, mantiene o ripara organi a canne. In genere viene utilizzato per definire un singolo artigiano che opera direttamente con le proprie mani, mentre le ditte artigiane o industriali vengono più frequentemente definite Case, Ditte o Industrie organarie. |
| Organista | E' colui che utilizza l'organo per produrne brani musicali destinati all'accompagnamento della liturgia e del canto o all'esecuzione di concerti. |
| Organo | Strumento musicale nel quale il suono viene prodotto da tubi sonori detti canne alimentati da aria compressa a bassa pressione. Con il termine Organo si intende l'intero complesso costituito dall'insieme delle canne sonore e dalla macchina che produce l'aria compressa e consente all'organista di selezionare di momento in momento quali e quante canne devono produrre il suono. |
| Organo meccanico | Genere di organo a canne in cui la trasmissione del comando di apertura delle canne dai tasti al Somiere viene assicurata da un sistema di tiranterie meccaniche, senza l'ausilio di dispositivi nè servomeccaniche ad energia pneumatica od elettrica. Questo tipo di trasmissione è stato utilizzato fin dall'origine dell'organo fino a quasi tutto il secolo diciannovesimo, per poi essere quasi del tutto abbandonato e sostituito da sistemi prima pneumatici poi elettrici. Dagli anni settanta del secolo scorso un vasto movimento di opinione ha contribuito al ritorno quasi universale del sistema trasmissivo meccanico, riconosciuto più valido in quanto consente all'organista di regolare la velocità dell'ingresso dell'aria nelle canne, modificando a proprio stile interpretativo la pronuncia d'attacco e rendendo molto più bello e caratteristico il suono risultante. |
| Ottava corta o scavezza | Negli antichi organi italiani era consuetudine che la prima ottava della tastiera e della pedaliera non contenesse le quattro note: Do diesis, Re diesis, Fa diesis e Sol diesis. Dunque la prima ottava era formata di soli otto tasti, anzichè dodici come le ottave successive. In questo contesto, il primo Do era azionato dal primo tasto, corrispondente alla posizione normale del tasto Mi; il Fa, il Sol, il La ed il Si naturale si trovavano nelle loro posizioni normali, così come il La diesis (o Si bemolle); mentre il Re ed il Mi risuonavano ai primi due tasti neri, normalmente corrispondenti al Fa diesis ed al Sol diesis. Questa disposizione, risultante molto ostica per i non organisti, è motivata da una scelta precisa, condivisa da compositori, organari ed organisti italiani a partire dal Medioevo fino quasi alla fine del 1800, era in funzione di un modello di accordatura molto più bello e adatto al canto del coro e dei fedeli di quanto non sarebbe stato il modello di accordatura oggi adottato, detto "Temperamento equabile". Sarebbe troppo lungo spiegare in questa sede le differenze fra le due impostazioni, ritengo sufficiente ricordare quanto detto fin qui per affermare che la pratica dell'ottava corta non rispondeva a motivi di risparmi economici di qualche canna, ma a ragioni di bellezza e agevolezza del canto. |
| Pedaliera | La Pedaliera non è altro che una tastiera che l'organista suona con i piedi. Negli organi antichi la pedaliera era di piccole dimensioni (da otto a 17 pedali) e veniva usata, di regola, con la sola punta del piede sinistro per "tenere" la nota bassa fondamentale dell'accordo. Con l'inizio del novecento la pedaliera si è notevolmente ampliata (da 28 a 32 pedali) ed ha assunto una forma adatta ad essere suonata con le punte ed i tacchi di entrambi i piedi, consentendo così di eseguire frasi più complesse e perfino dei veri e propri "assolo", molto suggestivi ed imponenti. |
| Pettini | Si usano negli organi con somieri a vento, mentre nei somieri a tiro il dispositivo è sostituito dalla Stecca. Un Pettine è costituito da una lunga lista di legno, in un lato della quale sono infissi tanti chiodi quante sono le canne del registro. Il pettine viene adagiato sul piano orizzontale che costituisce la tavola superiore (coperta) del somiere, ed ha la possibilità di scorrere longitudinalmente di alcuni millimetri avanti e indietro. Durante il suo scorrimento, i chiodi spingono o rilasciano altrettanti aghetti metallici sporgenti dalla coperta. Questi ultimi non sono altro che piccolissime leve che causano l'apertura di tante piccole valvole in legno e pelle, che a loro volta consentono o inibiscono il passaggio dell'aria alle canne quando l'organista premerà i relativi tasti. |
| Piatti | E' un accessorio acustico presente in organi di una certa dimensione: consiste in un vero piatto da fanfara, collocato all'interno dell'organo, che viene percosso da un cerchio metallico comandato da uno dei pedali della pedaliera o da un pedaletto sulla consolle. Normalmente viene abbinato ad altri accessori come la grancassa, il triangolo o il sistro, in modo che ne risulti un colpo d'insieme, come un effetto di tipo bandistico. |
| Portavento | E' un canale a tenuta d'aria, solitamente in forma di lungo parallelepipedo di legno, che porta l'aria compressa dai mantici ai somieri. Può avere un andamento più o meno articolato e tortuoso. Le relative giunzioni per le angolature e gli innesti sono guarnite con pelle organaria incollata. |
| Pressione dell'aria | E' il valore che rappresenta la forza del soffio che genera il suono delle canne. Si esprime comunemente in millimetri, indicando con essi il tratto della colonna d'acqua che viene spostata in un tubo ad U se ad una delle estremità del tubo stesso viene immessa aria ad una pressione superiore a quella atmosferica. Nell'organo la stessa è determinata dal rapporto fra la dimensione della superficie della coperta del mantice attivo ed il peso (zavorra) posto sopra di essa. Nell'organo normalmente la pressione si aggira fra i 40 e gli 80 millimetri, salvo particolari e rarissimi casi di registri stentorei che possono richiedere fino a 250 mm. di pressione. |
| Registrante | Appellativo riferito alla persona che coadiuva l'organista durante le sue esecuzioni concertistiche, azionando al suo posto i comandi di registro e consentendogli di concentrare tutta l'attenzione sull'interpretazione musicale, senza la preoccupazione di dover suonare tastiera e pedaliera (compito già di per sè piuttosto impegnativo) e contemporanemente provvedere al cambiamento di registri. La presenza di un registrante è particolarmente importante nel caso di organi di medie e grandi dimensioni o per brani musicali complessi, ai quali l'organista desidera attribuire molte variazioni timbriche. Solitamente il registrante agisce in base alle specifiche annotazioni che l'organista riporta sullo spartito in sede di prova e studio dell'organo su cui dovrà eseguire. Il compito del registrante spesso è tutt'altro che semplice, e deve essere svolto in completa armonia con l'esecuzione, tanto che nella maggior parte dei casi a fungere da registrante è un altro organista. |
| Registro | Con il termine registro si intende una serie di canne caratterizzate dallo stesso timbro sonoro, disposte in file ordinate e ciascuna collegata ad uno specifico tasto. Mediante il dispositivo di comando dei registri posto sulla consolle, l'organista può scegliere fra i diversi colori timbrici modificando la risposta sonora dell'organo. Spingendo al massimo la semplificazione, possiamo dire che l'organista può far suonare l'organo ad imitazione di un flauto, o di un violoncello, o di una tromba... colori sonori corrispondenti ciascuno ad una specifica fila di canne le cui caratteristiche costruttive le fanno somigliare al corrispondente strumento dell'orchestra. I registri possono essere utilizzati da soli (ad esempio, per un assolo di tromba) o combinati fra loro, per ottenere una grandissima varietà di amalgami sonori. |
| Registri a tiro | Con il termine si intende una modalità costruttiva del somiere (Somiere a tiro) che prevede l'uso di una serie di "stecche" di legno, in forma di lunghe liste forate in corrispondenza delle posizioni delle canne, che vengono stese sotto il piano orizzontale che costituisce la tavola superiore (coperta) del somiere, ed hanno la possibilità di scorrere longitudinalmente di alcuni millimetri avanti e indietro. A seconda della loro posizione, i fori possono trovarsi o meno in corrispondenza dei fori di entrata dell'aria alle canne. Quando i fori corrispondono (registro aperto), le canne del registro sono potenzialmente in grado di suonare al premere del relativo tasto; quando si trovano sfalsati (registro chiuso), le canne del registro non suoneranno neppure al premere del tasto corrispondente. |
| Registri a vento | Con il termine si intende una modalità costruttiva del somiere (Somiere a vento) che prevede l'uso di una serie di "pettini" di legno. Un Pettine è costituito da una lunga lista di legno, in un lato della quale sono infissi tanti chiodi quante sono le canne del registro. Il pettine viene adagiato sul piano orizzontale che costituisce la tavola superiore (coperta) del somiere, ed ha la possibilità di scorrere longitudinalmente di alcuni millimetri avanti e indietro. Durante il suo scorrimento, i chiodi spingono o rilasciano altrettanti aghetti metallici sporgenti dalla coperta. Questi ultimi non sono altro che piccolissime leve che causano l'apertura di tante piccole valvole in legno e pelle, che a loro volta consentono o inibiscono il passaggio dell'aria alle canne quando l'organista premerà i relativi tasti. |
| Ripieno | Come evoca il suo nome, il ripieno dell'organo è una combinazione di registri di forte intensità che si avvale di molte canne che risuonano insieme per ciascuno dei tasti premuti dall'organista. Premendo un solo tasto col Ripieno inserito, possiamo ascoltare diverse canne che producono note diverse, dalla più grave all'acutissima, formando di fatto un ricco accordo maggiore. Il ripieno è una delle caratteristiche più salienti dell'organo, ed è nato da una geniale intuizione dei maestri organari antichi, che hanno così voluto rafforzare le armoniche naturali dei suoni della canna di base con altre canne che le riproducessero perfettamente. |
| Rollante (o Tamburo) | Si tratta di un accessorio acustico dell'organo, il cui effetto sonoro tende ad imitare il rullo di un tamburo. L'effetto è ottenuto facendo risuonare insieme alcune canne di tono più o meno profondo, di tonalità vicine di un semitono, generando forti battimenti che ricordano, appunto, il rullo di un tamburo. Di norma l'effetto del tamburo viene azionato da uno dei tasti della pedaliera (in genere l'ultimo a destra nelle pedaliere antiche) e dura finchè il pedale non viene rilasciato. |
| Sistro | E' un accessorio acustico presente in organi di una certa dimensione: consiste in una piccola serie di campanelli in bronzo, collocati all'interno dell'organo, che viene percosso da altrettanti martelletti in piombo, disposti in modo da colpire i campanelli in progressione, come in un arpeggio. Normalmente viene abbinato ad altri accessori come la grancassa, il triangolo o i piatti, in modo che ne risulti un colpo d'insieme, come un effetto di tipo bandistico. |
| Somiere | Il Somiere consiste in una cassa a tenuta d'aria, all'interno della quale sono collocate tante valvole (ventilabri) quanti sono i tasti (o i pedali), che si aprono e chiudono con il movimento degli stessi, permettendo così all'aria compressa di uscire verso l'alto ed alimentare le canne collocate sopra i fori praticati sulla superficie superiore (detta coperta). Il somiere costituisce la parte centrale della macchina organo, il suo cuore meccanico. E' sul somiere che viene realizzata la distribuzione dell'aria alle canne sotto l'azione della tastiera e dei comandi di registro. La parte interna viene denominata "secreta" e contiene i ventilabri, costituiti da liste di legno a sezione cuneiforme che hanno, sul loro lato superiore, una spessa e morbida guarnizione in pelle destinata a chiudere un canaletto scavato nel legno, impedendo che vi entri aria compressa. Essendo appoggiate sul lato superiore, le valvole sono imperniate da uno dei lati stretti mediante la stessa pelle incollata, e sono tenute in posizione da speciali molle a compasso. Un tirante collegato alla parte mobile del ventilabro consente il collegamento col relativo tasto che, quando viene premuto, ne provoca la discesa per alcuni millimetri, permettendo all'aria compressa di precipitarsi nel canale di alimentazione delle canne, facendole suonare. Per evitare che il passaggio all'esterno dei tiranti provochi perdite d'aria, i fori passafilo sono guarniti con borsini di pelle morbida incollati al fondo ed assicurati al tirante da perline in legno o in osso. La costruzione del somiere è di vitale importanza per la riuscita, la durata e la mantenibilità dello strumento. Un somiere fatto male, o realizzato con legnami non sufficientemente stagionati o di mediocre qualità, porterà ben presto a spiacevoli problemi di distribuzione, spesso insormontabili, che si concretizzano nella presenza dei cosiddetti "trasuoni" o "strasuoni", cioè in fischi o suoni provenienti da canne che dovrebbero essere mute. |
| Stecche | Le stecche sono lunghe liste di legno, forate in corrispondenza delle posizioni delle canne, che vengono stese sotto il piano orizzontale che costituisce la tavola superiore (coperta) del somiere, ed hanno la possibilità di scorrere longitudinalmente di alcuni millimetri avanti e indietro. A seconda della loro posizione, i fori possono trovarsi o meno in corrispondenza dei fori di entrata dell'aria alle canne. Quando i fori corrispondono (registro aperto), le canne del registro sono potenzialmente in grado di suonare al premere del relativo tasto; quando si trovano sfalsati (registro chiuso), le canne del registro non suoneranno neppure al premere del tasto corrispondente. |
| Tastiera | La tastiera è l'insieme dei pulsanti (normalmente costruiti in forma di leve) che consentono all'organista di suonare l'organo. L'organo può essere dotato di una o più tastiere (se ne contano fino a sette in organi mastodontici), a ciascuna delle quali è normalmente collegato un somiere. L'estensione della tastiera dell'organo è più ridotta rispetto a quella di un pianoforte, essendo limitata ad un massimo di 5 ottave. Negli organi più antichi sono diffuse tastiere ancora più ristrette, limitate a 4 ottave. Nell'organo, infatti, la gamma delle frequenze sonore, apparentemente sacrificata da un'estensione così piccola, è notevolmente ampliata dall'uso dei registri, mediante i quali è possibile coprire tutta la gamma delle frequenze udibili. |
| Tavola dei registri | Si definisce così la tavola, spesso adornata da scorniciature o intagli, presente in consolle a portata di mano dell'organista, dalla quale sporgono i comandi di registro, presso i quali sono applicati i cartellini con le rispettive denominazioni. |
| Temperamento | Il termine temperamento rappresenta un concetto molto complesso, riservato precipuamente agli accordatori di strumenti a tastiera, e deriva dalla necessità di raggiungere un modello di compromesso sulla base del quale realizzare l'accordatura. Dico di compromesso perchè la suddivisione dell'ottava musicale in dodici semitoni, così come è praticato nella musica occidentale, comporta un "errore" in parte superabile nelle esecuzioni del coro e degli strumenti ad arco, ma non superabile negli strumenti a tastiera. La presenza di questo errore è avvertibile (specie agli orecchi più sensibili) sotto forma di battimenti (variazioni pulsanti nel volume dei suoni) quando si esegue un accordo, anche in presenza del meglio accordato degli strumenti. Cosa che, invece, non si avverte nell'ascolto di un coro bene intonato. Ciò avviene perchè nel coro le voci dei cantori inconsapevolmente si "aggiustano" perfettamente all'accordo che stanno eseguendo, ricercando la massima consonanza che consiste proprio nell'assenza dei battimenti. L'attuale modalità del cosiddetto "temperamento equabile" è di per sè una soluzione di compromesso accettabile, soprattutto nella musica sinfonica, e permette di suonare in tutte le tonalità senza avvertire differenze qualitative fra l'una e l'altra, ma non consente di realizzare le sonorità purissime del coro, specie negli strumenti a tastiera. In antico, però, i costruttori di strumenti ed i musicisti compositori italiani avevano preso una decisione differente, e tale impostazione durò per molti secoli, fino alla fine dell'800. La loro geniale intuizione fu di rinunciare ad utilizzare determinate tonalità privilegiandone altre. In altre parole, si trattava di distribuire quell'errore in maniera non omogenea fra i dodici intervalli dell'ottava, in modo da ottenere accordi vicini alla perfezione nelle tonalità naturali (Do, Re, Mi, Fa, Sol), rendendo accettabili alcune altre e quasi insuonabili le rimanenti. In questo modo gli organi non solo sarebbero risultati più belli e suggestivi, ma avrebbero meglio sostenuto i cantori e l'assemblea dei fedeli nei loro canti. Questo tipo di impostazione è detto "temperamento ineguale". Ovvero, per il sottoscritto, semplicemente "temperamento", perchè è proprio operando un intervento, una correzione all'appiattimento tecnologico e freddo del sistema equabile che si tempera il risultato per farlo diventare più perfetto. Mi permetto di credere che proprio a questo concetto intendesse riferirsi J. S. Bach quando compose il suo "Clavicembalo ben temperato": non cioè per dimostrare che uno strumento potesse suonare uno stesso brano indifferentemente in tutte le tonalità della nostra scala (sarebbe bastato scrivere un solo brano!), ma proprio per far sentire quali differenze vi fossero fra le diverse tonalità in un clavicembalo, appunto, ben temperato. |
| Terza mano | E' un accessorio funzionale che serve a collegare i tasti in modo che, premendone uno, venga abbassato anche quello corrispondente all'ottava sopra, simulando così una vera "terza mano" dell'organista, che suona insieme a lui. Serve a rinforzare il volume sonoro come se ci fosse un ulteriore registro aperto. |
| Tiramantici | Il tiramantici è una simpatica figura che, con l'avvento degli elettroventilatori può essere ormai considerata "dei tempi andati". Si tratta della persona che, mentre l'organista suonava o studiava, era incaricata di azionare i mantici, utilizzando le corde o le stanghe di cui questi erano corredati. In genere si trattava di ragazzini, incaricati dal parroco o parenti dell'organista, a volte "assoldati" in modo casuale ed estemporaneo. Per questo motivo, la funzione veniva spesso esercitata in modo svogliato ed approssimativo, suscitando i rimbrotti dell'organista. In realtà l'azionamento manuale dei mantici è un'operazione delicata e importante, che può determinare o condizionare il risultato sonoro. Difficile mantenere la pressione in costante equilibrio, specie nelle lunghe ore di un'accordatura. Difficile tenere desta l'attenzione con la continuità necessaria per evitare che, prima o poi, l'organo si "sfiati" improvvisamente per la perdita di riserva. Cose che mandavano letteralmente in bestia i poveri organisti e suscitavano l'ilarità generale, così poco opportuna nelle celebrazioni solenni! |
| Tiratutti | E' un accessorio funzionale dell'organo, mediante il quale vengono inseriti (o disinseriti) d'un sol colpo tutti i registri facenti parte del ripieno. Presente in quasi tutti gli organi italiani antichi, il relativo comando è costituito da una manovella posta sopra la tavola dei registri, oppure da uno o due pedaletti. |
| Trasmissione | Per trasmissione si intende il sistema con cui il movimento dei tasti e dei pedali determina l'apertura del passaggio di aria alle canne, facendole suonare. Il sistema si compone di diversi elementi, differenti a seconda del tipo di trasmissione utilizzato. Le tipologie di trasmissione nell'organo a canne sono: meccanica, pneumatica (o pneumatico tubolare), elettrica. |
| Trasmissione elettrica | Mediante questo tipo di trasmissione, l'abbassamento di un tasto da parte dell'organista chiude un contatto elettrico facendo scattare un'elettrocalamita che apre la valvola di immissione dell'aria di alimentazione di una canna. Lo schema così presentato è rudimentale: in realtà il sistema è assai più complesso, in quanto coinvolge circuiti di servizio, centralini, varie tipologie di relais e, negli ultimi organi, anche circuiti elettronici. La trasmissione elettrica ha consentito la realizzazione di grandissimi organi ed anche il posizionamento delle consolles in basso, in prossimità dell'altare. Ma, per contro, determina la rinuncia ad una delle più belle caratteristiche dell'organo, costituita dal fatto che la canna (e, di conseguenza, noi ascoltatori) "sente" le dita dell'organista, modificando la sua pronuncia in relazione alla rapidità del tocco, alla sua profondità ed anche ai tempi di reazione dei canali di tasto all'interno del somiere, così diversi fra i vari costruttori. |
| Trasmissione meccanica | La trasmissione meccanica è il sistema più antico e diffuso di distribuzione dell'aria alle canne dell'organo. Nella sua versione più semplice è costituito da tiranti metallici che collegano ogni tasto con una valvola (detta ventilabro) che apre e chiude l'entrata dell'aria alle canne soprastanti. In alcuni organi, ove il somiere è collocato sotto la tastiera, i tiranti sono sostituiti da barrette rigide, in metallo o legno, dette pironi. Generalmente, fra la tastiera ed il somiere con le valvole, è collocato un sistema di rimandi detto catenacciatura, che permette di raggiungere le valvole più distanti dalla tastiera ed anche di comporre le facciate di canne in modo diverso dalla disposizione ad ala decrescente verso destra, come sarebbe naturale per la disposizione dei tasti dal basso verso l'acuto. Il sistema trasmissivo meccanico è di particolare bellezza, perchè sensibile alle variazioni che l'organista imprime alla sua esecuzione (ad esempio uno staccato rispetto ad un legato, una pressione sui tasti più o meno veloce ed energica, ecc.) e, pertanto, in grado di modificare la risposta acustica delle canne - soprattutto nell'attimo dell'attacco - secondo l'impostazione che l'organista intende dare alla sua interpretazione. Dopo un periodo di abbandono per la diffusa adozione dei sistemi trasmissivi pneumatici ed elettrici, questa sua caratteristica (ed anche ragioni di durata, affidabilità e facilità di manutenzione ed intervento) ha fatto sì che si tornasse a privilegiare il sistema trasmissivo meccanico nella costruzione dei nuovi organi. |
| Trasmissione pneumatica | Negli organi a trasmissione pneumatica, l'abbassamento di un tasto determina il passaggio (o l'interruzione del passaggio, a seconda delle tipologie costruttive) di aria compressa presente in un circuito di servizio attraverso un lungo tubicino di piombo che raggiunge un minuscolo mantice posto sotto la canna (o, più precisamente, sotto tutte le canne di quel tasto). Il manticetto si gonfia (o si sgonfia) e questo determina lo spostamento di un pistone ovvero lo sgonfiamento di un piccolo otre di pelle, permettendo all'aria che proviene dai mantici di far suonare la canna. |
| Triangolo | E' un accessorio acustico presente in organi di una certa dimensione: consiste in un vero e proprio triangolo da orchestra, collocato all'interno dell'organo, che viene percosso da un'astina metallica. Normalmente viene abbinato ad altri accessori come la grancassa, il sistro o i piatti, in modo che ne risulti un colpo d'insieme, come un effetto di tipo bandistico. |
| Valvola a tendina | Si tratta di un dispositivo che permette di regolare automaticamente il flusso d'aria dall'elettroventilatore al mantice a seconda delle effettive necessità di ogni istante. Quando l'organista "richiede" più aria facendo risuonare il ripieno o molte canne insieme, la valvola si apre e lascia entrare un maggior volume d'aria proveniente dall'elettroventilatore. Quando l'organo suona a basso volume (poche canne), la valvola si chiude lasciando passare soltanto un filo d'aria necessaria a mantenere attiva la riserva. Il risultato presenta vantaggi sia sul piano dell'ottimale distribuzione d'aria che su quello della silenziosità del sistema, perchè il rumore prodotto dall'aria che scorre è massimo quando anche l'organo suona forte (e quindi non si sente), e resta impercettibile quando l'organo suona piano o è in silenzio. |
| Ventilabro | I ventilabri sono valvole di legno e pelle contenute nella secreta del somiere, mediante le quali l'organista determina l'apertura o la chiusura dell'aria alle singole canne. In un somiere vi sono tanti ventilabri quanti sono i tasti (o i pedali), che sono ad essi collegati e, dunque, si aprono e chiudono con il movimento degli stessi, permettendo così all'aria compressa di uscire verso l'alto ed alimentare le canne collocate sopra i fori praticati sulla superficie superiore (detta coperta). Sono costituiti da liste di legno a sezione cuneiforme che hanno, sul loro lato superiore, una spessa e morbida guarnizione in pelle destinata a chiudere un canaletto scavato nel legno, impedendo che vi entri aria compressa. Essendo appoggiate sul lato superiore, le valvole sono imperniate da uno dei lati stretti mediante la stessa pelle incollata, e sono tenute in posizione da speciali molle a compasso. Un tirante collegato alla parte mobile del ventilabro consente il collegamento col relativo tasto che, quando viene premuto, ne provoca la discesa per alcuni millimetri, permettendo all'aria compressa di precipitarsi nel canale di alimentazione delle canne, facendole suonare. |